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Application of 20% withholding tax suspended because…outdated(!)

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The Italian Treasury has released today a press note (Comunicato Stampa N° 46 del 19 febbraio 2014) whereby it declares the intent to suspend the application of the general withholding tax on foreign bank transfers to Italian individuals. The reason for such change of mind can be read in the note: the application of EU-USA IGA reporting standards has established an automatic multilateral information exchange flow among OECD Member States (Common Reporting Standard), leading to a safer environment for tax fraud prevention.

The Ministry further says that the measure, initially submitted to EU Commission scrutiny after its first proposal, made in 2012, (Case EU Pilot 171/11/Taxu) has now become… outdated.

It is however curious how the measure has undergone a speedy obsolescence within 48 hours! That’s what we may call an instant tax…

Italy imposes withholding tax (20%) on foreign bank transfers to individuals. EU Commission looks closely for potential TFEU infringement

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New Italian tax regulation imposes withholding tax (20%) on bank transfers addressed to Italian natural persons. The withholding is performed on the assumption that the amounts transferred are “revenues” in nature, until proved otherwise. The burden of proof is on the taxpayer (who else?). A short comment is available on “il Sole 24 Ore” (—>here).

This new measure has been introduced by art. 9 of Statute (Legge) 6.08.2013 n. 97 -so called “European Community Law” (i.e. a statute that, yearly, should enact in Italy the EU law that was not enacted till then)- that modified art. 4 of D.L. n. 167 of 1990.

The new article introduces the duty of all financial intermediaries (i.e. the banks) to apply the withholding tax on all transfers that get to Italy, then the taxpayer has to prove that they are not “revenues” but “assets” in nature(!). The technical specs of this new taxation method can be found on the provvedimento 2013/151663 del direttore dell’Agenzia dell’Entrate 18.12.2013.

The European Commission is checking if this measure is such to violate article 63 of the Treaty on the Functioning of the European Union (that establishes the freedom of payments). Mrs Emer Traynor, spokesperson of Commissioner to fiscal affairs Algirdas Semeta released a declaration in this sense.

GMail “Streak” traccia l’attività del destinatario di una mail. Un commento.

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E’ recentemente comparsa sugli organi di stampa (cfr. “repubblica.it” —>leggi qui) la recensione di una nuova estensione di terze parti di GMail (“Streak”) -cui, è bene specificare, Google si è dichiarata estranea-, che permette al mittente di una mail di conoscere posizione del destinatario al momento dell’apertura di un messaggio GMail e ora dell’apertura, nonchè la natura tecnica del dispositivo che ha aperto il messaggio.

Secondo le attuali normative privacy (quella italiana sicuramente, ma anche il diritto della privacy consolidato -per principi- a livello europeo) questa applicazione compie una operazione di geo-localizzazione illecita (per quanto approssimativa), viola alcuni cardini della Convenzione Europea dei Diritto dell’Uomo (art. 3 CEDU) e probabilmente viola anche le norme sul c.d. “stalking”, realizzando una persecuzione a distanza non diversa dalla videosorveglianza illecita.

La messa a disposizione di un dispositivo del genere è un esempio, secondo gli estimatori, di come la tecnologia consenta di evitare comportamenti scorretti (ma non rispondere alle mail è scorretto?); a mio avviso -e in questo senso sono in buona compagnia- è un sistema sbagliato di coazione (leggi: di violenza) sulla vita delle persone.

Se i cittadini hanno acquisito il diritto a che lo Stato non si intrufoli nella loro corrispondenza personale (che include, è bene dirlo, il diritto sacrosanto di non averne) se non a seguito di grosse verifiche della liceità sei suoi intenti (a ciò serve l’autorizzazione del magistrato alle intercettazioni…), perché un privato qualunque dovrebbe avere il diritto di intromettersi nei comportamenti postali dei…destinatari della sua corrispondenza?

A sommesso avviso di chi scrive, per questo genere di “invenzioni” non si applica la categoria della “libertà della rete”, non più, almeno, di quanto tale categoria si applichi all’invenzione di un nuovo tipo di grimaldello per entrare in case altrui…

Ovviamente, tutto ciò “absit iniuria verbis”: se qualcuno vuole contraddire, libero di farlo!